03/05/2009

LE SONORITA' PISCHEDELICHE DEGLI “EAST RODEO” CHIUDONO LA QUARTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DUE SPONDE UN MARE.

DUE SPONDE UN MARE 2009 EAST RODEO 11.jpgdi Liberato Russo & Eufrasia Anna Fonzo 

Il Concerto Ambientale degli EAST RODEO, chiude la quarta edizione del Festival DUE SPONDE UN MARE. Gli EAST RODEO, gruppo in parte croato e in parte italiano, si presentano sul palco con formazione a quattro: chitarra e voce, basso, batteria, live electronics e tastiere. Il loro concerto inizia con un fortissimo colpo che fa sobbalzare il pubblico presente... Ma si tratta solo di ALEN SINKAUZ (bassista) che richiama all'ordine. La loro effervescente e concitata esibizione impressiona i presenti, grazie soprattutto a quella che sembra una musica di contrasti dai toni accesi, estremi, nei quali in qualche modo il gruppo inserisce anche elementi balcanici. Una musica che potremmo definire Alternative/Psychedelic/Jazz!

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02/05/2009

UNA FRONTIERA SI DIFENDE O CON UN CORPO D'ARMATA O CON LA SPADA DI UN POETA; VOI AVETE SCELTO IL PIU' FORTE: IL POETA

di Liberato Russo & Eufrasia Anna Fonzo

 

La videointervista al duo Italo-Albanese MICHELE LOBACCARO & ANILA BODINI

 

Racconti e suoni migranti

 

 

Racconti e suoni migranti: MICHELE LOBACCARO & ANILA BODINI hanno dato vita all'ennesima splendida performance a Campomarino presso il Caffé letterario. Ieri pomeriggio, per un nuovo appuntamento della kermesse DUE SPONDE UN MARE, il duo italo-albanese ha accompagnato il pubblico in un viaggio emozionante e intenso. Un viaggio fatto di migrazioni, di disperazione, di difficoltà fin dentro l'inferno cercando di non farsi inghiottire. Incontrare ogni giorno la morte e a volte non sapere più perché si è sopravvissuti ancora, né se ne è valsa la pena. E poi l'ombra delle guerre, della divisione e un unica via di salvezza "saper tenere aperti i confini del pensiero". Sulla lettura di LOBACCARO "San Nicolau mare", amiamo ricordare le parole di un poeta rumeno rivolte al suo popolo in difficoltà: "una frontiera si difende o con un corpo d'armata o con la spada di un poeta; voi avete scelto il più forte: il poeta"

Suggestione, emozione, riflessioni, spiritualità di musica toccante che, sostenuta dal tocco magico di ANILA BODINI, ha creato con il violino alcuni momenti di "musica liquida" capace di penetrare l'anima. Racconti letti da MICHELE LOBACCARO mai banali, mai fuori luogo che si sono fusi, si sono intrecciati e mescolati indissolubilmente con la parte sonora.

 

 

01/05/2009

MICHELE LOBACCARO & ANILA BODINI SULLE ANTICHE ROTTE DELL'IMMIGRAZIONE. MUSICA E CANZONI PER ANNUNCIARE NUOVE ODISSEE.

DUE SPONDE UN MARE 2009 RADIODERVISH 012.jpgdi Eufrasia Anna Fonzo

MICHELE LOBACCARO e ANILA BODINI, straordinari musicisti dei RADIODERVISH, una delle formazioni storiche più importanti della "wold music" italiana, hanno realizzato alle ore 11:30 un reading/concerto nello straordinario contesto di Masseria Grande a Montecilfone. Il titolo della performance, "10 RACCONTI DI SCRITTORI MIGRANTI", racchiude il tema affrontato dai due artisti che, con parole e musica, narrano il dolore eterno e nuovo dell'emigrazione, il destino inevitabile del perdere e ritrovare le proprie radici. Le parole dei diari, di poesie crudeli, di canti disperati, conducono il pubblico sulle rotte vecchie e nuove del viaggio per eccellenza, il viaggio della speranza amara, alla ricerca di una felicità senza storia. Sono testi scaturiti dalla penna di scrittori migranti che hanno scelto di esprimersi in italiano, di veicolare nella loro nuova lingua le loro emozioni.

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“L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO” NON E' UNA TORRE DI BABELE! UN'UNICA INTESA, UNO SGUARDO UNICO IN UNA PLURALITA' DI LINGUAGGI.

di Liberato Russo

orchestra di piazza vittorio.jpgQuartiere Esquilino di Roma. Siamo tra il 2001 e il 2002, mentre l'Associazione "Apollo 11" si batte per evitare che una storica sala cinematografica venga trasformata in un Bingo. Per l'occasione alcuni aderenti lanciano l'idea di dare vita ad un'orchestra che rifletta lo stesso carattere multi-etnico del quartiere. Un'idea che si concretizza, superando numerose difficoltà. Nasce così, per iniziativa di Mario Tronco, l'Orchestra di Piazza Vittorio. Nonostante i problemi e il forte scetticismo per un progetto considerato folle, l'Orchestra nasce, vede alternarsi trenta musicisti di diverse nazionalità e in due anni e mezzo di attività ha già alle spalle 250 concerti! "L'orchestra di Piazza Vittorio", pellicola di Agostino Ferrente proiettata ieri sera presso la Galleria Civica di Termoli per la rassegna DUE SPONDE UN MARE, in realtà somiglia molto ad un documentario. E' una sorta di diario che racchiude tutto il fascino del racconto, tutto il segreto di un montaggio che conferisce una forte impronta narrativa. I personaggi filmati trasmettono al pubblico una grande simpatia.

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30/04/2009

“H2O VIDEO ARTE IN MOVIMENTO”. Strepitoso successo per la performance di ILARIA SACCHETTA & LUCA CIARLA che inventano un viaggio nell'acqua tra spirito e materia.

DUE SPONDE UN MARE 2009 036.jpgdi Liberato Russo

Corpo e anima stretti in un abbraccio indissolubile per percorrere un viaggio in un mondo fatto di fluidità. Lo schermo sembra quasi liquefarsi per poi somigliare ad una tela tridimensionale dove si agitano forme e colori, dove spirito e materia, musica e silenzio sembrano tornati allo stato primordiale, ad una purezza antica che non conosce deformità. Tra le proiezioni proposte, anche immagini e fotografie realizzate da DANILO SUSI, termolese d'adozione, noto in campo internazionale per le sue realizzazioni fotografiche di altissima qualità. Ieri sera, dunque, alle ore 22.00, la Galleria Civica di Termoli, grazie alle sperimentazioni e al coraggio di due artisti di indubbie qualità professionali come LUCA CIARLA e ILARIA SACCHETTA, si è trasformata in un caleidoscopio di colori audaci, di forme che sembravano rimanere sospese nella fluidità e nell'assenza di contaminazioni. Lunghi istanti in cui è prevalso il buio o la penombra che ha lasciato il posto ad ampi spazi senza tempo...

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LIBRI: MUSICHE TRADIZIONALI DEL MOLISE

Titolo:
Musiche tradizionali del Molise.
Libro + cd audio.
Sottotitolo:
Le registrazioni di Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese (1954).
A cura di Maurizio Agamennone e Vincenzo Lombardi.
Descrizione:
Volume in formato 16° (cm 19,5 x 14); 196 pagine; 24 illustrazioni (foto) in b/n fuori testo.

Il cd audio riporta 48 brani registrati sul campo, per una durata totale di 72'21"; le traslitterazioni e le traduzioni dei brani in lingua albanese sono state effettuate da Maria Luisa Pignoli.
I testi dei brani sono riportati nel libro.
Luogo, Editore, data:
Roma, SquiLibri, dicembre 2005
Disponibilità:
In commercio
Prezzo: Euro
19,00
ISBN: 88-89009-13-6

Musiche_Tradizionali_del_Molise.jpgNei primi giorni del maggio 1954 Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese raccolsero in Molise un imponente corpus di musiche vocali e strumentali nel corso di una rilevazione che riguardò Fossalto, in occasione del rito primaverile della Pagliara, e le comunità albanesi di Ururì e Portocannone.

Di grande interesse anche dal punto di vista linguistico, la Raccolta 23 del CNSMP, oggi Archivi di Etnomusicologia, consente di rievocare la vita di una comunità rurale in un contesto largamente preindustriale, fornendo una testimonianza sonora di repertori, di preponderante afferenza femminile, oggi in disuso quali espressioni cantate nell'azione Indica e magica o nell'interazione con i bambini, ninne nanne, inni devozionali, canzoni narrative, canti di lavoro, forme rituali del pianto e, di esecuzione maschile, monodie satiriche e musiche cerimoniali per le corse dei carri. La musica della Pagliara prevedeva in particolare l'uso, ormai estinto, di una zampogna di piccole dimensioni, con due chanter e un bordone, sconosciuta nel resto d'Italia.

Una documentazione sonora di imprescindibile importanza ai fini di una ricostruzione del patrimonio musicale molisano, restituita a studiosi e appassionati nel CD allegato al volume - esito editoriale di una fruttuosa collaborazione con la Provincia di Campobasso - con un'ampia introduzione critica, i testi poetici con traduzione in italiano, due scritti di Carpitella e Cirese contigui alla raccolta, alcuni pionieristici studi sulle comunità arbéreshe molisane, un significativo corpo di fotografie e, a cinquant'anni di distanza, un'intervista allo stesso Cirese

29/04/2009

ELVIRA MUJCIC E LA SUA LEZIONE DI STORIA. IL SUO SEMINARIO: “IL RUOLO DELL'INFORMAZIONE NELLA DISSOLUZIONE DELLO STATO JUGOSLAVO” HA ANIMATO UN AMPIO DIBATTITO

DUE SPONDE UN MARE 2009 006.jpgdi Liberato Russo 

La complessa situazione dell'area balcanica, che tanta attenzione ha suscitato a causa dei sanguinosi conflitti che l'hanno dilaniata, è stata oggetto di un'analisi approfondita da parte della scrittrice bosniaca ELVIRA MUJCIC. Questa mattina, alle ore 11.30, presso la Galleria d'Arte Contemporanea, che ospita gli eventi del Festival DUE SPONDE UN MARE, si è discusso dei tanti aspetti etnici, culturali, politici, religiosi e militari che hanno caratterizzano l'eccidio slavo, allo scopo di fornire una reale comprensione dei problemi che hanno innescato la miccia dell'evento bellico. Una vera e propria lezione, quella tenuta dalla MUJCIC, per tentare di superare l'univocità dei giudizi e la banalità dei luoghi comuni. La scrittrice bosniaca, che tra l'altro ieri mattina ha presentato il suo nuovo romanzo: "E se Fuad avesse avuto la dinamite?", ha affrontato l'argomento della molteplicità di etnie e di religioni che si sono intrecciate nella zona balcanica nel corso del Novecento, senza tralasciare il peso che ha avuto la politica sovietica nei Balcani, ponendola semmai in relazione al contesto internazionale in un arco di tempo che va dal 1944 ad oggi.

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ADNAN HOZIC strega il pubblico termolese con storie e canti dei Balcani. (Videointervista a ADNAN HOZIC)

DUE SPONDE UN MARE 2009 013.jpgdi Liberato Russo

La Galleria Civica di Termoli è rimasta stregata dalla musica del cantastorie bosniaco ADNAN HOZIC. Il folto pubblico, presente ieri sera all'ennesimo appuntamento musicale proposto dal Festival DUE SPONDE UN MARE, è rimasto estasiato dalla musica del popolare artista dei Balcani. Le elaborazioni musicali proposte dal musicista di Kiseljac (Bosnia), hanno fatto da colonna sonora ad una serata di festa e di allegria, ricca di antichi canti e lente ballate improvvisamente accelerate in puro stile gitano. Scrosci di applausi hanno fatto da cornice ad una serata ricca di virtuosismi musicali. Cantautore, cantastorie, cantante di musica popolare, HOZIC ha creato uno stile originale caratterizzato da rielaborazioni e da libere interpretazione di canzoni e musiche dell'area mediterranea.

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28/04/2009

SUCCEDEVA NEL 1992: LA GUERRA IN BOSNIA ERZEGOVINA, UNO DEGLI ECCIDI PIU' ATROCI DEL XX SECOLO. ELVIRA MUJCIC E IL SUO NUOVO LAVORO: “E SE FUAD AVESSE AVUTO LA DINAMITE?”

MUJCIC.jpgdi Liberato Russo

"Succedeva nel 1992"... e più precisamente nell'estate del 1992 nella cittadina bosniaca di Visegrad. Così inizia il libro di ELVIRA MUJCIC dal titolo "E se Fuad avesse avuto la dinamite?". All'orizzonte le conseguenze di un immane eccidio che l'autrice rivive dentro di se, ripercorrendolo in autentica simbiosi con i personaggi del libro, con le loro storie, con i loro linguaggi, con la loro psicologia, per trovare una salvezza interiore, ma anche per parlare di una società che lascia liberi i responsabili di delitti atroci e di violenze inaudite. La MUJCIC ci propone con questo libro un tuffo tremendo nell'inferno della guerra nei Balcani che ha macchiato di sangue gli anni Novanta, che ha rotto gli equilibri sociali di diverse etnie che per secoli hanno saputo convivere in pace. Le vicende descritte nel suo libro narrano di un gruppo di musulmani bosniaci asserragliati nella diga che domina la città e che minacciano di farla esplodere se i militari serbi non cesseranno il genocidio perpetrato nei confronti della loro etnia. Il giovane Zlatan, 15 anni dopo, ripercorre la vicenda, fino a incontrarne il protagonista, ancora vivo. Una diga pronta a saltare in aria... Ed una domanda che già nel titolo pone interrogativi e sospetti inquietanti, che adombra la quotidianità, che la minaccia, che sviscera un senso di insicurezza e di perplessità. Ma cosa sarebbe accaduto se il protagonista avesse avuto la dinamite? Il pubblico presente in sala se l'è chiesto più volte e chissà quante volte la stessa MUJCIC si è posta l'interrogativo. Chissà se davvero esiste una risposta. Chissà come si sarebbero potuti evolvere gli eventi se davvero quella diga a Visegrad fosse esplosa!

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FRANCO SACCHETTI PRESENTA: UNDERGROUND, PERCORSI NEL FUMETTO DELLA EX-JUGOSLAVIA.

UNDERGROUND.jpgdi Liberato Russo 

Nuovo appuntamento questa mattina della IV Edizione del festival DUE SPONDE UN MARE. Nella sala conferenze della Gallerie Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, FRANCO SACCHETTI, esperto dei fumetti dei Balcani, ha tenuto un seminario dal titolo: “UNDERGROUND: PERCORSI NEL FUMETTO DELLA EX-JUGOSLAVIA”. Laureato in architettura a Firenze e successivamente specializzato presso il Politecnico di Torino in Architettura e Tecnologia dei paesi in via di sviluppo, FRANCO SACCHETTI è altresì membro dell’associazione “Terrae Onlus” per l’architettura in terra cruda. Le sue esperienze di studio e di lavoro lo hanno visto impegnato in Francia, Spagna, India e Marocco. Anche in questo appuntamento del Festival è stato dimostrato come il mare Adriatico può consentire l’incontro e lo scambio di idee, culture e tradizioni diverse di grandissimo fascino. Anche per la fumettistica le Nazioni che si affacciano sull’Adriatico, la Regione Balcanica e le altre culture presenti come quella greca o turca, hanno dialogato ed interagito per sviluppare insieme un nuova “cultura adriatica del fumetto”.

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