30/04/2009

“H2O VIDEO ARTE IN MOVIMENTO”. Strepitoso successo per la performance di ILARIA SACCHETTA & LUCA CIARLA che inventano un viaggio nell'acqua tra spirito e materia.

DUE SPONDE UN MARE 2009 036.jpgdi Liberato Russo

Corpo e anima stretti in un abbraccio indissolubile per percorrere un viaggio in un mondo fatto di fluidità. Lo schermo sembra quasi liquefarsi per poi somigliare ad una tela tridimensionale dove si agitano forme e colori, dove spirito e materia, musica e silenzio sembrano tornati allo stato primordiale, ad una purezza antica che non conosce deformità. Tra le proiezioni proposte, anche immagini e fotografie realizzate da DANILO SUSI, termolese d'adozione, noto in campo internazionale per le sue realizzazioni fotografiche di altissima qualità. Ieri sera, dunque, alle ore 22.00, la Galleria Civica di Termoli, grazie alle sperimentazioni e al coraggio di due artisti di indubbie qualità professionali come LUCA CIARLA e ILARIA SACCHETTA, si è trasformata in un caleidoscopio di colori audaci, di forme che sembravano rimanere sospese nella fluidità e nell'assenza di contaminazioni. Lunghi istanti in cui è prevalso il buio o la penombra che ha lasciato il posto ad ampi spazi senza tempo...

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VIDEOINTERVISTA AD ILARIA SACCHETTA PROTAGONISTA DELLA DANZA IN VIDEO ARTE

ILARIA SACCHETTA ai microfoni di "duespondeunmare" blog. (a cura di Massimiliano Orlando)

Importante il messaggio finale a fine intervista.

 

Un momento della perormance di ILARIA SACCHETTA & LUCA CIARLA (S. Sebastiano)

GIOVEDI 30 ALLE ORE 21.30 - Proiezione film "L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO" di Agostino Ferrente

GALLERIA CIVICA TERMOLI ORE 21.30

orchestra.jpgIl film diario della genesi della ormai famosa Orchestra di Piazza Vittorio, band nata da un'iniziativa di Mario Tronco, il tastierista degli Avion Travel, ed Agostino Ferrente che, nel quartiere di Roma dove gli italiani sono "minoranza etnica"...hanno riunito un gruppo di musicisti di strada (e non) che vengono da tutte le parti del mondo. Mario abita a Piazza Vittorio, cuore dello storico rione umbertino, l'Esquilino, noto per essere il quartiere multietnico di Roma. Mario è piacevolmente ossessionato dai suoni e dalle varie lingue che, come una musica, salgono dal cortile del suo palazzo e gli entrano in casa. L'ossessione diventa sogno: un'orchestra. Presto il suo sogno incontra e si fonde con quello di Agostino, un documentarista anche lui residente all'Esquilino.

 

L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

GIOVEDI 30 ALLE ORE 18.30 - READING/CONCERTO "10 Racconti di scrittori migranti" con MICHELE LOBACCARO & ANILA BODINI

GALLERIA CIVICA TERMOLI ORE 18.30

Il reading/concerto del duo italo-albanese formato dalla violinista Anila Bodini e da Michele Lobaccaro percorre con parole e musica le antiche e nuove rotte dell'emigrazione e l'inevitabile destino del perdere e ritrovare le radici. I viaggi mitici, come quelli affrontati dalle popolazioni di Skanderbeg e le nuove odissee, come quelle tracciate dalle barche cariche di disperati del sud del mondo, sono lo sfondo dei racconti scaturiti dalla penna di scrittori migranti che hanno adottato l'italiano come loro nuova lingua di espressione artistica.

lo.jpgMusicista e copositore, MICHELE LOBACCARO è il fondatore, con il cantante palestinese Nabil, dei Radiodervish, una delle formazioni più importanti, ha dato vita a formazioni come la Skanderband e Albanian Music Project pubblicando nel 2006, con lo scrittore di origine albanese Ron Kubati, il libro "San Nicola: Un'agiografia immaginaria". Successivamente collabora con il regista Gian Luca Bianco realizzando le musiche del cortometraggio "A piedi Nudi", presentato nell'agosto al Festival MI-CIne di Buenos Aires.

anila.jpgANILA BODINI, straordinaria violinista del gruppo Radiodervish. Dal 2004 è impegnata in vari progetti con musiche d'ltre mare come violinista, cantante ed arrangiatrice. Con i Radiodervish ha inciso gli album: In Search of Simurgh, Amara terra mia, L'Immagine di te. Per la Sony ha inciso la colonna sonora del film di Emanuele Crialese Nuovo Mondo, vincitrice del Leone d'Oro al Festival di Venezia.

CORTOMETRAGGIO "A PIEDI NUDI" di Gian Luca Bianco. Musica di MICHELE LOBACCARO

GIOVEDI 30 ALLE ORE 11.30 - SEMINARIO: IL MOLISE E LE SUE MUSICHE dal Folk alla world music con VINCENZO LOMBARDI

GALLERIA CIVICA TERMOLI ORE 11.30

zampogna.jpgIl paesaggio sonoro molisano è interessante da un punto di vista artistico e sociologico. La trasformazione relativamente recente del Molise da una cultura agro-pastorale ad una cultura urbana ed industriale, ha prodotto un'inedita fonosfera nella quale convivono mondi musicali altrimenti molto distanti nel tempo. Vincenzo Lombardi ci guida attraverso la musica del Molise ed il suo retaggio etnico.

Etnomusicologo dell'Università del Molise, VINCENZO LOMBARDI si occupa di catalogazione e ricognizione musicologica concernente le fonti musicali, di pratiche musicali di gruppo e di forme della sociabilità musicale.

 

LIBRI: MUSICHE TRADIZIONALI DEL MOLISE

Titolo:
Musiche tradizionali del Molise.
Libro + cd audio.
Sottotitolo:
Le registrazioni di Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese (1954).
A cura di Maurizio Agamennone e Vincenzo Lombardi.
Descrizione:
Volume in formato 16° (cm 19,5 x 14); 196 pagine; 24 illustrazioni (foto) in b/n fuori testo.

Il cd audio riporta 48 brani registrati sul campo, per una durata totale di 72'21"; le traslitterazioni e le traduzioni dei brani in lingua albanese sono state effettuate da Maria Luisa Pignoli.
I testi dei brani sono riportati nel libro.
Luogo, Editore, data:
Roma, SquiLibri, dicembre 2005
Disponibilità:
In commercio
Prezzo: Euro
19,00
ISBN: 88-89009-13-6

Musiche_Tradizionali_del_Molise.jpgNei primi giorni del maggio 1954 Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese raccolsero in Molise un imponente corpus di musiche vocali e strumentali nel corso di una rilevazione che riguardò Fossalto, in occasione del rito primaverile della Pagliara, e le comunità albanesi di Ururì e Portocannone.

Di grande interesse anche dal punto di vista linguistico, la Raccolta 23 del CNSMP, oggi Archivi di Etnomusicologia, consente di rievocare la vita di una comunità rurale in un contesto largamente preindustriale, fornendo una testimonianza sonora di repertori, di preponderante afferenza femminile, oggi in disuso quali espressioni cantate nell'azione Indica e magica o nell'interazione con i bambini, ninne nanne, inni devozionali, canzoni narrative, canti di lavoro, forme rituali del pianto e, di esecuzione maschile, monodie satiriche e musiche cerimoniali per le corse dei carri. La musica della Pagliara prevedeva in particolare l'uso, ormai estinto, di una zampogna di piccole dimensioni, con due chanter e un bordone, sconosciuta nel resto d'Italia.

Una documentazione sonora di imprescindibile importanza ai fini di una ricostruzione del patrimonio musicale molisano, restituita a studiosi e appassionati nel CD allegato al volume - esito editoriale di una fruttuosa collaborazione con la Provincia di Campobasso - con un'ampia introduzione critica, i testi poetici con traduzione in italiano, due scritti di Carpitella e Cirese contigui alla raccolta, alcuni pionieristici studi sulle comunità arbéreshe molisane, un significativo corpo di fotografie e, a cinquant'anni di distanza, un'intervista allo stesso Cirese

FESTIVAL DELLA ZAMPOGNA: SCAPOLI

29/04/2009

ELVIRA MUJCIC E LA SUA LEZIONE DI STORIA. IL SUO SEMINARIO: “IL RUOLO DELL'INFORMAZIONE NELLA DISSOLUZIONE DELLO STATO JUGOSLAVO” HA ANIMATO UN AMPIO DIBATTITO

DUE SPONDE UN MARE 2009 006.jpgdi Liberato Russo 

La complessa situazione dell'area balcanica, che tanta attenzione ha suscitato a causa dei sanguinosi conflitti che l'hanno dilaniata, è stata oggetto di un'analisi approfondita da parte della scrittrice bosniaca ELVIRA MUJCIC. Questa mattina, alle ore 11.30, presso la Galleria d'Arte Contemporanea, che ospita gli eventi del Festival DUE SPONDE UN MARE, si è discusso dei tanti aspetti etnici, culturali, politici, religiosi e militari che hanno caratterizzano l'eccidio slavo, allo scopo di fornire una reale comprensione dei problemi che hanno innescato la miccia dell'evento bellico. Una vera e propria lezione, quella tenuta dalla MUJCIC, per tentare di superare l'univocità dei giudizi e la banalità dei luoghi comuni. La scrittrice bosniaca, che tra l'altro ieri mattina ha presentato il suo nuovo romanzo: "E se Fuad avesse avuto la dinamite?", ha affrontato l'argomento della molteplicità di etnie e di religioni che si sono intrecciate nella zona balcanica nel corso del Novecento, senza tralasciare il peso che ha avuto la politica sovietica nei Balcani, ponendola semmai in relazione al contesto internazionale in un arco di tempo che va dal 1944 ad oggi.

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